A volte ritornano, purtroppo.
Ad oltre 20 anni dalla vittoriosa battaglia che dal basso permise la messa al bando degli organismi geneticamente modificati (OGM), la lobby dell’agroindustria, col benestare di sindacati agricoli, governo e operatori della grande distribuzione, tenta di nuovo l’affondo attraverso la promozione e sperimentazione delle tecniche di evoluzione assistita (TEA). Senza entrare in dettagli tecnici, la narrazione attuale afferma che indurre artificialmente mutazioni utili nel genoma degli esseri viventi, rappresenta una soluzione necessaria per rispondere a problemi nuovi e urgenti del settore alimentare, come i cambiamenti climatici o patologie più aggressive derivanti dalle monocolture. Un qualcosa di assurdo, come pretendere di curare un paziente affetto da una lunga febbre, le cui condizioni si vanno aggravando giorno dopo giorno, semplicemente aumentando a oltranza la dose di tachipirina.
Oltre agli imprevedibili rischi per i consumatori, per chiunque affronti la questione della produzione di cibo da un punto di vista agro-ecologico è facile rendersi conto di quanto le TEA siano l’ennesimo dispositivo dell’agroindustria per sostenere e rendere appetibile il proprio, devastante modello. Un modello che si basa sullo sfruttamento dei suoli e degli esseri viventi, sull’appropriazione di sementi e altri organismi tramite i brevetti, e che è causa e non soluzione della catastrofe climatico-ambientale in corso.
Solo lo sviluppo di una sensibilità agro-ecologica, e l’adozione delle conseguenti pratiche agricole, associata all’emancipazione di produttori e consumatori dai colossi che controllano e manipolano produzione e mercato, è in grado di garantire una reale transizione verso un modello virtuoso di produzione del cibo. Questo è ciò che proviamo a fare, nel nostro piccolo, a Mondeggi Bene Comune; e per questo saremo sotto al Comune di Firenze il 17 febbraio alle 13, con l’obiettivo di dichiarare il territorio del comune di Firenze OGM FREE.
