4° Festa della Vendemmia

Un’altra vendemmia si è appena conclusa sulla collina di Mondeggi. Come
ogni anno è il momento di celebrare il raccolto con una giornata di
festa per grandi e piccini, che comincia nell’aia il pomeriggio per
finire a tarda notte. Una giornata che dia spazio ad una socialità
diversa, fuori da ogni logica di mercificazione, in cui non esistono
“utenti” o “fruitori”, ma solo persone che alla pari danno vita ad un
bene comune autogestito e ne godono i frutti. Questa la logica che ha
guidato la comunità di Mondeggi fino ad oggi; questi i principi che
vivranno un domani, quando i cantieri di ristrutturazione saranno
finalmente finiti ed una nuova fase si aprirà davanti.

Ma nessuna celebrazione è tale se non si guarda intorno e non si rivolge
al futuro. Per un raccolto terminato, un altro incombe, a Mondeggi come
in quella terra martoriata chiamata Palestina: la raccolta delle olive.
L’anno scorso un progetto di solidarietà internazionale chiamato
C.A.S.A. (Comunità agricola di solidarietà attiva) è nato nella comunità
di Mondeggi Bene Comune – Fattoria Senza Padroni per poi allargarsi ad
altre realtà contadine italiane. L’obiettivo del progetto è creare un
movimento di persone afferenti al mondo dell’agricoltura, che
volontariamente presti le proprie competenze nel facilitare alcune
operazioni in campo, in luoghi dove, appunto, il tempo di esecuzione
materiale del lavoro fa la differenza tra portare a casa il prodotto e
garantirsi un reddito, o essere costretti ad abbandonare tutto, cedere
alle intimidazioni e lasciare la propria terra. Dopo la prima spedizione
dello scorso anno, C.A.S.A. è quindi pronta a ripartire per la Palestina
in vista della prossima raccolta delle olive.

Il ricavato della cena andrà a coprire i costi della spedizione,
quest’anno raddoppiata come numeri, che risiederà nel villaggio di
Burin, poco lontano da Nablus, collaborando con la locale cooperativa
agro-ecologica. L’obiettivo è sostenere il lavoro di raccolta delle
famiglie facenti parte della cooperativa, minacciate dalle continue
angherie dei coloni, e contribuire alla gestione del frantoio locale.
La solidarietà attiva è una delle poche armi che ancora ci rimangono:
usiamola!

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il 26!

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