Diario dalla Palestina 2026: C.A.S.A. 04

Report 7 – 22/10/2026

Già alle 5 del mattino arriva la notizia che l’IDF è nel villaggio. Le incursioni militari sono all’ordine del giorno e arrivano continuamente notizie di attiviste da tutto il mondo fermate e deportate.

Oggi raccogliamo a poche centinaia di metri sotto la colonia di Givat Ronen.
La posizione delle colonie è scientifica, la loro visione privilegiata, il loro controllo costante. Qualche giorno fa la nostra vedetta O. ci racconta che gli israeliani costruiscono continuamente avamposti, controllano le luci da remoto, non puoi mai sapere se dentro c’è qualcuno oppure no, una guerra psicologica che logora quotidianamente la serenità delle palestinesi.
Dove ci troviamo oggi, alcuni campi sono recintati per proteggerli dalle incursioni, altri abbandonati a se stessi perché troppo vicini alla colonia. Iniziamo a raccogliere all’alba, il contadino ci racconta che non riesce più a curare e pulire il campo poiché soggetto alle intimidazioni costanti dei Mustautanin (coloni). L’uliveta, infatti, è piena di cardi che rendono la raccolta molto difficile.

Non passa neanche un’ora che, molto vicino a noi, arrivano a bordo di un pick up. Lanciamo l’allarme e scappiamo il più velocemente possibile, riuscendo anche stavolta a portarci via tutto il raccolto.

Nell’attesa di passare al campo successivo ci confrontiamo con i palestinesi. Ci dicono che “i coloni sono allergici agli internazionali” (è così che vengono chiamati i volontari). Ci detestano proprio perché veniamo qui per unirci alla lotta delle contadine e dei contadini, documentando e tenendo traccia della violenza e oppressione che subiscono ogni giorno. Se da una parte i coloni cercano di convincere i palestinesi che noi, gli “internazionali”, peggioriamo la situazione con la nostra sola presenza in campo, sono i palestinesi stessi a dirci che quando scendiamo a raccogliere insieme a loro si sentono molto più al sicuro.
La giornata prosegue in un altro campo all’interno del villaggio.
La sera siamo tutte a casa. L’IDF è di nuovo nel villaggio. Un’altra incursione su larga scala. Si sentono spari e boati vicino a casa. un ragazzo di 18 anni viene arrestato. Ancora non abbiamo notizie di questo shebab (ragazzo).


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