Diario dalla Palestina: C.A.S.A. 05

Diario di Sabato 1 novembre


Oggi è stata una giornata molto impegnativa.


Partiamo la mattina con l’intervista al nostro coordinatore sul campo. Dura più o meno un’oretta! L’ultimo estratto ve lo abbiamo girato, parla di noi!
Abbiamo ricostruito la storia della sua cooperativa (Land and farming cooperative Burin), il motivo della sua importanza sul territorio, come connettore tra diverse realtà agricole.
La cooperativa ha 20 persone assunte, 15 donne e 5 uomini, fanno ortaggi, formazione in agroecologia e aiutano le famiglie meno fortunate della zona regalando verdure.
Finiamo l’intervista e andiamo subito al campo di una delle ultime famiglie rimaste. Ci accolgono in una bellissima casa, molto grande, ci sentiamo infatti un po’ scomodi a lavorare, siamo più a nostro agio in mezzo al campo.

Appena iniziato, sentiamo degli spari, ci guardiamo attorno velocemente, posiamo gli abbacchiatori e ci affacciamo verso la collina dove si trova la colonia. La prima cosa che notiamo è una famiglia palestinese che scappa attraverso gli ulivi, rincorsa da dei coloni, due a terra e un altro sul quod. Dopo poco sopraggiunge l’esercito, parla con i coloni, la famiglia si mette in salvo attraversando di corsa la strada che porta alla colonia e scompare tra i campi adiacenti al villaggio.
La scena è durata una ventina di minuti.

In un attimo siamo tornati alla realtà.

La giornata non è stata più la stessa. Abbiamo finito il lavoro in metà tempo e abbiamo chiesto un incontro con il nostro coordinatore per capire se e come potevamo essere di aiuto. Questi palestinesi hanno scelto di non avere supporto internazionale, ci dice il coordinatore, hanno diritto alla loro resistenza, ed io devo rispettarlo, sottolinea.
Nel pomeriggio continuiamo a parlare con lui per provare a creare una connessione tra la sua visione di cooperativa, il lavoro sul campo ed il progetto CASA. Ci sorprendono positivamente molte similarità, quali anticapitalismo, lavoro di comunità, attivismo rurale, azione diretta e progettualità a lungo termine. Lui si mostra molto collaborativo e stiliamo una bozza progettuale comune da mettere in pratica dal 2026.
Intanto sappiamo che ci ha aperto le porte e domani lavoreremo fianco a fianco con le operaie della cooperativa. Con le mani sulla terra progetteremo assieme i prossimi passi.
La giornata si conclude con la visita al frantoio collettivo di Burin, gestito da una simil cooperativa che baratta olio in cambio del servizio reso! Niente scambio monetario tra contadini e contadine!

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