Sociale, agroecologia e beni comuni sono gli assi portanti, fortemente radicati nella storia di custodia e rigenerazione di questo territorio restituito alla comunità.
Venerdì 7 novembre, Mondeggi Bene Comune APS ha presentato alla cittadinanza il progetto Mondeggi 2027, frutto di un percorso con dieci altre realtà associative del territorio.
Alla Casa del Popolo di Grassina, di fronte a un centinaio di persone e ai media locali, abbiamo deciso di raccontare il progetto anche se l’avviso di coprogettazione della Città Metropolitana di Firenze è ancora aperto alle candidature. L’abbiamo fatto perché questo progetto non è “nostro” ma della nostra comunità allargata di riferimento; e perché riteniamo che la forza di Mondeggi stia nella partecipazione più estesa, nei beni comuni – che nel nostro caso implicano la compenetrazione di agroecologia, pratiche nel sociale, attività politica ed economica – e che l’aver rigenerato e gestito per undici anni una fattoria abbandonata dalle istituzioni ci dia forza, coesione, autorevolezza.
La nostra rete è composta da undici associazioni che si riconoscono nella Carta dei Principi: Mondeggi Bene Comune (capofila), ARCI Firenze, Cooperativa Sociale Coop 21, Rete Semi Rurali, Associazione di Solidarietà e Cultura “Popular”, Cooperativa CAT, Cooperativa Fontenuova, Tutto è Vita, Officine Croma, Solidarius, PassePasse.
La tenuta di Mondeggi è per noi un essere vivente unico e complesso, composto da vari organi e funzioni; se la Città Metropolitana è riuscita a concepire solo un bando “sui casali” (con il rischio che ne derivi uno spezzatino o una “fusione a freddo”), il progetto Mondeggi 2027 punta invece a mettere in relazione la rete associativa, le strutture fisiche (i casali) e i terreni, attraverso il lavoro vivo di chi si impegna ad avere cura del luogo.
Tendenzialmente, in ogni casale ci saranno più realtà accomunate da un agire che punta alla sinergia e al potenziamento reciproco; e ogni casale non sarà un fortino a sé stante, ma un organo che comunica con gli altri, per sviluppare al massimo le potenzialità della fattoria.
Il filo conduttore è l’attività agricola, anzi agroecologica, che permea anche le attività nel sociale: l’agroecologia è lo zoccolo duro, il sociale è il servizio alla collettività, la rivoluzione dei beni comuni – o un altro mondo possibile – è l’obiettivo esplicito.
Nello specifico e grazie alle competenze della nostra rete associativa, prevediamo tra le altre cose spazi per disabili, per persone vulnerabili in età 18-22, un centro residenziale specifico per il fine vita e uno per l’accoglienza dei migranti, un appartamento per l’autonomia della salute mentale.
Tutti questi progetti interagiranno su base quotidiana con le attività tipicamente “mondeggine”: oltre al lavoro nei campi, i laboratori di trasformazione dei prodotti, uno spaccio contadino, una mensa popolare, una foresteria, uno spazio dedicato alle attività fisiche. Ma anche eventi culturali e artistici.
La governance della Mondeggi futura sarà di tipo sociocratico, basata cioè sulle assemblee di casale e su momenti di incontro collettivo; il metodo sarà quello del consenso e dell’assenso attraverso tecniche di facilitazione. La nostra innovazione politica consiste anche in questo.
Ma l’agire politico non è solo rivolto all’interno. Nella serata di venerdì 7 ci siamo infatti collegati telefonicamente con i nostri compagni di C.A.S.A. – Comunità Agricola di Solidarietà Attiva che si trovano in Cisgiordania per collaborare con gli agricoltori palestinesi alla raccolta delle olive, resa difficile – e spesso impossibile – dalle aggressioni continue dei coloni sionisti e dell’esercito israeliano che li spalleggia. Il momento è stato non solo emozionante, ma anche interessante, perché abbiamo ascoltato il racconto di come l’oppressione agisca nel quotidiano: la microfisica della violenza, i dettagli. E di fronte ai dettagli, scegliere la parte giusta risulta ancora più facile.
Mondeggi sta con il popolo palestinese.
È stata una bella serata, ci siamo sentiti comunità contadina estesa, ci siamo sentiti soggetto politico innovativo.
Alla fine, abbiamo anche fatto una foto di gruppo sulla scalinata della Casa del Popolo. Non ci sono viti e ulivi, d’accordo, ma quelli stanno a dieci minuti di distanza.
Stanno, come noi, a Mondeggi Bene Comune-Fattoria Senza Padroni.
Adesso è tempo di aprire una nuova fase di lotta.
