Non è solo maltempo
Scriviamo dalle colline di Bagno a Ripoli. Si susseguono bollettini sempre più allarmati e allarmanti. Parte del territorio fiorentino è già allagato, franato, deturpato. Non possiamo neanche dire che c’era da aspettarselo, perché in fondo, chi se lo aspetta? Eppure, dal nostro, parziale, punto di vista, non possiamo non pensare ai terreni abbandonati e a quell’agricoltura industrializzata, fatta di monocolture, senza più fossi di contenimento, siepi e alberi marginali, terreni fertili e porosi, un’agricoltura che non è più presidio del territorio, argine naturale alle acque di dilavamento di piogge torrenziali, barriera agli smottamenti dei terreni, ma ne è diventata complice concausa.
Un’agricoltura industrializzata, basata sul fossile che, se da una parte è una delle principali vittime di un cambiamento climatico che nessuno ormai può più negare, ne è diventata anche una delle principali cause.
Dalle colline di Bagno a Ripoli monitoriamo e presidiamo questo piccolo pezzo di terra pubblica, riaffermando ancora una volta la necessità e l’urgenza di “cambiare il campo”, come recita una delle campagne a cui abbiamo deciso convintamente di aderire, attuando un’agricoltura basata su pratiche agroecologiche e sul presidio delle terre in cui si vive e si lavora, richiedendo l’arresto delle impermeabilizzazioni e del continuo consumo di suolo, nonché investimenti pubblici e di comunità per la difesa e la rigenerazione dei terreni.
Da queste colline sopra Bagno a Ripoli, ci mettiamo a disposizione per fornire un aiuto concreto a chi è in difficoltà e continueremo a batterci per una giustizia climatica e sociale, per scongiurare altre “allerte rosse”, qui e altrove.
