Diario dalla Palestina: C.A.S.A. 11

Gli attivisti di Mondeggi e Arvaia sono in Cisgiordania per il raccolto delle olive.
Sul progetto C.A.S.A., leggi qui


Diario di Domenica 9 novembre

Un paio di noi oggi hanno preso il loro volo di ritorno. Siamo alla fine di questa avventura.

Siamo in rimasti in quattro, e gli ultimi giorni li passeremo valle del Giordano, a Bardala, un piccolo paese al confine con Israele, in area C. In questo luogo abitano migliaia di palestinesi, di estrazione contadina e/o beduina che vivono queste terre sotto costante pressione.

Qua il problema non sono solo i coloni, ma anche e soprattutto l’acqua. La valle del Giordano anticamente era la parte più verde della Palestina, la parte con più sorgenti sotterraneo in assoluto. L’occupazione ha preso tutto. Le sorgenti sono circondate da gabbie di metallo e filo spinato, e l’acqua ai villaggi non la fanno arrivare nemmeno se pagano.

Israele sta annettendo questi luoghi in maniera silenziosa, i pastori vengono aggrediti, gli agricoltori vanno altrove. Solo un piccola comunità resiste, ha costruito anni fa un piccolo community center, oggi pernotteremo qua.

Abbiamo spiegato il nostro progetto, ovviamente interessa, ma come fare? È tutto in divenire. Dal costruire un azione collettiva sotto una colonia, seminando grano, alla piantumazione di olivi a marzo, in notturna. Abbiamo trovato contadini e contadine che parlano la nostra stessa lingua, la nostra storia narra di una lotta di liberazione da un’occupazione e si sente quando parliamo assieme a loro.

Abbiamo imparato tanto da queste persone. Non vediamo l’ora di fare crescere questo progetto.


Dopo aver scritto e averci mandato questo pezzo, in serata i nostri compagni sono stati chiamati per spostarsi in un’altra zona, in vista di un’altra azione di solidarietà contadina prevista per domani. I programmi quindi cambiano, ma la sostanza resta [ndr.]

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