Diario dalla Palestina 2026: C.A.S.A. 07

Report 11 – 26/10/2026

Questa mattina ci dirigiamo verso Madama, un villaggio a soli 2km da Burin, ma la strada principale è chiusa dall’esercito: dobbiamo fare una deviazione di 5km.

Ci vengono a prendere su un trattore del 1969, orgoglio del contadino che lo guida. Quel trattore gli permette di prendersi cura del terreno che infatti è tenuto alla perfezione. Siamo in un luogo sicuro, lontano dagli avamposti e possiamo chiacchierare con gli agricoltori in tranquillità.
M. prende un’oliva e fa il gesto di sotterrarla e annaffiarla: gli alberi da cui stiamo raccogliendo sono stati piantati 50 anni fa da lui bambino insieme alla sua famiglia.
Ci racconta che quella terra l’avevano persa per problemi economici ed è solo da 2 anni che è riuscito a riacquistarla. Nel mentre, in un campo nel centro di Burin altre compagne raccolgono da alberi di 400 anni, veri pezzi di storia.

Nonostante l’apartheid, gli incendi dolosi, i continui arresti, gli olivi continuano a rappresentare un simbolo di resistenza e radicamento al territorio, tramandato di generazione in generazione.
Piantare un albero è un gesto che porta in sé una proiezione nel futuro, e in un territorio occupato immerso nella precarietà ed esposto a un’erosione costante di terra e diritti, questo gesto appare ancora più fondamentale.

Pianti un albero rimandando al domani la raccolta dei suoi frutti, e così facendo fai esistere quel domani.

M. ci dice che questa terra è della sua famiglia e sarà dei suoi figli e, mentre raccogliamo, i 5 nipoti più piccoli vanno in giro con i secchiellini per recuperare le olive rotolate fuori dai teli.

Comprendiamo meglio quanto la situazione sia sempre più difficile. Ieri sera l’IDF ha designato un’area nella zona centrale di Burin, minacciando la demolizione di molte strutture abitative e campi adiacenti. Ormai il rumore dei droni di sorveglianza è una presenza costante, ma questo non impedisce ad A., uno dei contadini con cui abbiamo legato di più, di venirci a prendere per portarci a casa di sua sorella attraverso strade non pattugliate, per condividere un’incredibile biryani e festeggiare insieme il suo rilascio.

Se vuoi sostenere il progetto visita questa pagina o scrivi a info@mondeggibenecomune.org


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